Città Fluttuante

La Gloria! - 1x06

Ed eccoci alla finale! Essa vede gli agguerriti Dio Nanos affrontare i violenti, sanguinari e temerari Seguaci di Cyric. Lo scontro è duro e mano a mano che il tempo passa la foga e la furia impossessano i guerrieri di entrambe le squadre, il match si trasforma presto in un feroce massacro che faticosamente i Dio Nanos riescono a vincere sconfiggendo gli avversari 10 a 9.
La folla è in tripudio: è stato uno scontro avvincente e i vincitori del Torneo vengono portati al cospetto di Olomar, che si complimenta per la vittoria e distribuisce i ricchi premi, ovvero 4000 MO a testa, un oggetto magico a testa (un anello o un amuleto magici, un’armatura potenziata o una potente arma) e una particolare spada magica con dentro “una volontà propria”. I nostri eroi cercano di estrarla, ma nessuno riesce nell’intento, e si scopre che solo un personaggio di allineamento Legale Buono può brandirla. Di comune accordo, decidono di conservare l’oggetto affidandolo ad Alamir, il più adatto per analizzarla.

Una volta usciti dall’Arena, Zaitor e Marranzan ricevono ciò che Kerea e Marual hanno promesso loro. La drow dona a Zaitor informazioni più dettagliate riguardo il padre di lui e decide di unirsi al nipote nella sua cerca; la gnoma concede una possibilità a Marranzan di entrare nelle sue “grazie”, prima però deve risolvere un indovinello molto particolare:

In un tempo lontano, una nave di viaggiatori si portò presso la leggendaria Isola delle Ninfe. Le Ninfe, esseri di impareggiabile bellezza, vivenano in un’isola sempre avvolta dalla nebbia e possedevano usi particolari: infatti coloro che avevano i capelli biondi dicevano sempre la verità mentre coloro che avevano i capelli rossi sempre il falso. Arrivati all’approdo, i marinai chiesero a una ninfa intravista nella nebbia il colore dei suoi capelli, ed ella rispose in Silvano, lingua incomprensibile per gli uomini. Al che una seconda ninfa disse: «la mia amica ha confermato di avere i capelli biondo oro, miei gentili navigatori». Al che una terza ninfa si rivolse arrabbiata alla seconda sbottando: «ciò che dici è falso!» Ora, di che colore hanno i capelli le tre ninfe?

La risoluzione o meno dell’indovinello non rovinerà l’opinione di Marual per lo gnomo né l’intenzione di addestrarlo nelle vie del Taumaturgo Lirico, una professione cui ben pochi riescono ad arrivare. Inoltre si unisce al gruppo, con gioia di Marranzan.

Dopo di ciò i nostri avventurieri si riuniscono nella piazza centrale della Città Fluttuante, quando succede l’impensabile: improvvisamente arriva un lich a cavallo di un drago bianco, che si presenta come Oshan redivivo, furioso e intenzionato a distruggere con gelo e morte prima la Città Fluttuante, poi il mondo. Inoltre invita i presenti a schierarsi con lui, o a perire nel tentativo di fermarlo. Presi dal panico, scappano tutti tranne Marranzan, Talarun, Zaitor, Marual e Olomar i quali rimangono a fronteggiare il non morto. Con un attento colpo d’occhio il bardo capisce che il lich è un’illusione, forte di questo riesce ad ingannare il cosiddetto Oshan invitandolo a lasciare due giorni di tempo a lui e ai membri del suo gruppo per pensare alla sua offerta; il lich ci casca e insieme alla sue orribile cavalcatura abbandona il posto.

Rassicurati gli altri delle proprie intenzioni, Marranzan invita i suoi compagni ad abbandonare il posto; gli astanti si dichiarano contrari alle intenzioni del non morto tranne Levion, il quale viene tentato dall’offerta di Oshan di «bruciare e trucidare quegli schifosi ratti di fogna omosessuali di Sboria», il tutto letteralmente. Senza perdere tempo il barbaro viene stunnato per l’ennesima volta e casca a terra privo di sensi: a farlo stavolta è stato Alamir, che spazientito dalla condotta di Levion chiede a tutti gli altri cosa fare con lui. Il giudizio è unanime: per incomprensioni e attriti vari Levion risulta irritante e sgradito, inoltre è anche un elemento pericoloso per la sua indole; meglio lasciarlo nella Città Fluttuante al suo destino.
I nostri avventurieri decidono di continuare il loro cammino recandosi l’indomani alla casa di Oshan, meno Orson che soddisfatto di aver ottenuto il Nettare e l’Erba Sbirulina proclama di separarsi dal gruppo; successivamente il barbaro svenuto viene lasciato in una locanda e tutti si recano, chi in ostello, chi all’Accademia di Magia, chi dalle proprie parenti/compagne a dormire. La notte passa serena per tutti tranne che per Orson: egli dorme sonni agitati e arriva a sognare persino il suo unico dio, Boccob, il quale lo invita a restare con i suoi compagni di avventura perché ha ancora dei piani per lui, e controvoglia Orson acconsente.

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Vereos

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