Città Fluttuante

Erba Sbirulina - 1x04

Stanchi dopo aver sconfitto il mostro, i sei avventurieri ispezionano i cadaveri, e scoprono che la lucertola possiede una grande lingua formata da materiale simile a gemme. Soddisfatti della scoperta essi prendono tale artefatto, e si inoltrano nella stanza dietro al lucertolone. Ad una rapida ispezione essa sembra esser stata un laboratorio di alchimia abbandonato, con dentro scoprono molti tavoli con un’infinità di oggetti: boccette di vetro, utensili alchemici, e chi ne ha più ne metta. Dopo un generale arraffa-arraffa, scorgono al centro della stanza un baule, chiuso da una serratura. Al baule si avvicina Levion, che incautamente lo tocca attivando una trappola che lo lascia sanguinante a terra. Dopo esser stato curato da Orson, apre il forziere e trova all’interno alcuni oggetti tra cui una pozione particolare che fa analizzare ad Alamir, il quale scopre che si tratta di una potente pozione curativa. Al che Orson gli suggerisce di dargliela, essendo il curatore del gruppo sicuramente saprà farne un uso oculato. Tuttavia il barbaro non è di questo parere, e si tiene la nuova scoperta: irritato, Orson colpisce Levion, che sviene un altra volta tra le acclamazioni del gruppo.

Nel mentre Talarun scopre una botola sotto il baule, e la apre rivelando una stanza buia. Titubanti e sospettosi i membri del gruppo decidono di gettare qualcosa all’interno, per evitare altre trappole, e dopo che Orson propone di buttare Levion svenuto (proposta quasi accettata unanimamente) si opta per un cadavere di Katash. I timori non erano infondati, dato che si scopre che qualunque cosa entri nella botola viene polverizzata. Gli avventurieri escono dalla stanza quando accidentalmente Rizzen inciampa e cade nella botola, finendo distrutto. Zaitor rimane sconvolto e si dispera. Nel dolore egli bestemmia il nome di Tiamat, compiendo un’azione che solo in pochi avevano osato compiere… Solo il tempo dirà se tale insulto sarà oppure no ascoltato. Tutti rimangono sconcertati per i fatti appena successi tranne Levion, che con fare gradasso insulta il mezzodrow, il quale irato colpisce il barbaro facendolo – per la terza volta – svenire.

Una volta usciti dalla stanza (col corpo del barbaro sulle spalle) i nostri risalgono al torre e giungono in cima alla stessa, arrivando di fronte ad una strana porta. Essa infatti reca una scritta che dice:

Mi aprirò solo col dovuto SACRIFICIO DI SANGUE. Il sangue lottato, il sangue meritato, il sangue prezioso, il sangue pietroso. In bocca al drago.

Il gruppo tenta a lungo di risolvere l’enigma, quando Marranzan ha un’illuminazione: prende la lingua del mostro sconfitto in precedenza, la usa per tagliare la superficie del braccio di Levion, imbibendo il manufatto di sangue, e la appone alla porta, la quale brilla e si apre.

All’interno si nota un corridoio, in fondo al quale si trova un’altra porta. Il gruppo entra, ma nota che il soffitto è pieno di ragnatele, e sulla porta si erge un ragno mostruoso, addormentato. Purtroppo i nostri lo svegliano ed esso scende, pronto per combattere, contemporaneamente si chiude la porta, ed il soffitto si incendia, bruciando la ragnatela che cade ardente sulla testa del gruppo. Si ha dunque una delle sfide più impegnative affrontate finora: una lotta all’ultimo sangue contro un ragno gigante all’interno di un corridoio in fiamme. Fortunatamente i nostri eroi riescono a sconfiggere il mostro, ed entrano nella stanza seguente.

Si imbattono in una larga stanza con delle panche, un leggio con un libro sopra ed un quadro, un grande quadro appeso alla parete di fronte. Tra il leggio e il quadro si ha uno spettacolo raccapricciante: gli avventurieri infatti trovano Hask nudo, impalato per tutta la lunghezza del corpo, morto e lordo di sangue. Scioccati da tale episodio essi si siedono sulle panche dall’altra parte della stanza, ed alcuni cominciano ad esplorare la stanza. Alamir ed Orson si dirigono verso il quadro, che rappresenta un paesaggio molto strano, quasi alieno, con al centro un artefatto a forma di cubo, che Orson riconosce come appartente al culto di Boccob. Successivamente esaminano il libro, e notando che presenta spartiti su di esso invitano Marranzan a cantare tale musica. Incredibilmente, la voce del bardo si riempie di magia e in pochi attimi il gruppo si ritrova pieno di forze e guarito da ogni ferita. Ancora stupiti di ciò, non si accorgono subito del secondo effetto della musica.

Infatti nella sala è apparso un uomo, alto, con barba, che si rivela essere la proiezione astrale di Aule, il creatore e difensore del dungeon. Dopo alcuni convenevoli e scambi di informazioni, da cui si evince che il creatore dei Katash è uno stregone, amico di Aule, chiamato Oshan, morto anni or sono. Per ironia della sorte Oshan è proprio il mago che ha rinchiuso Enia all’interno del quadro, e quando la discussione verte su lei e Hask, i nostri scoprono che Enia era la compagna di Aule e che Hask è stato ridotto in tal maniera proprio dal custode del dungeon, per “legittima difesa”. Non volendo approfondire di più il gruppo chiede dell’Erba Sbirulina, ed Aule afferma che all’interno della sua magione ce n’è a sufficienza.

Guidati gli avventurieri fino alla stanza sotterranea del baule, Aule li fa scendere incolumi nella botola, e li dirige verso una parete su cui crescono tanti fusti di Erba Sbirulina. Il party ne fa incetta ed Orson è al settimo cielo, tranne per poi scoprire che l’Erba è inutile senza il cosiddetto Nettare della Città Fluttuante. Tale città è sita su un piano lontano da quello Materiale ed è posta sotto la protezione del Campione di Boccob, Olomar. Aule invita il gruppo a raggiungere tale luogo, invito che viene accettato da tutti. Dopo di che, scompare. Gli avventurieri decidono, una volta raggiunte le prime stanze del dungeon, di riposare, tranne Marranzan che per desiderio di vita, di avventura e di nuove scorte decide di salire in città per assistere al famoso Gay Pride.
Riesce a fare scorte, ma l’esperienza lo turberà e lo sconcerterà profondamente, spingendolo a tornare subito dagli altri.

Il giorno dopo il gruppo si sveglia, lascia rocambolescamente la locanda e la città e si porta in direzione del portale per la Città Fluttuante, direzione indicata da Aule stesso. Il portale si trova in cima ad un’alta scalinata, che viene percorsa da tutti anche se con fatica. In cima alle scale si trova un grande cerchio di pietra, con accanto una strana donna. Dopo una iniziale diffidenza i nostri chiedono informazioni, scoprendo che essa è una fantomatica Guida capace di trasportarli verso la loro destinazione, la Città. A tale notizia il party gioisce, e accetta ben volentieri la guida, scusando il gioco di parole, della Guida. Insieme ad ella dunque attraversano il portale, diretti verso una nuova avventura.

Comments

Vereos

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.